Portatabacco

Ieri mi hanno rubato il portatabacco. Uno di quelli che usavi da anni, consumato nei punti giusti, con i gesti memorizzati.
La risposta ovvia era comprarne uno nuovo. La risposta mia era aprire l’armadio che stavo declutterizzando e trovare due vecchi pantaloni macchiati di candeggina — cotone resistente, colore verde militare, destinati al sacco della spazzatura.
Destinati, appunto.
Il materiale#
Due pantaloni fuori uso diventano il tessuto principale. Il cotone pesante dei pantaloni è perfetto per questo uso: tiene la forma, non si sfilaccia facilmente, e ha già una storia addosso. L’upcycling non è una scelta estetica — è semplicemente logico. Il materiale esiste già , ha già un costo ambientale, usarlo è la cosa più sensata.

Il progetto#
Un portatabacco deve contenere tutto quello che serve per rollare: il tabacco, le cartine, l’accendino, e se possibile i filtri. Il modello finale misura 24×17 cm da aperto — dimensioni testate sul campo dopo due tentativi precedenti che non mi convincevano.

La struttura interna dall’alto verso il basso: cerniera per il tabacco, tasca portacartine con elastico a vista, tasca porta accendino sul lato. Fuori, il bottone — una moneta romana recuperata, che funziona meglio di qualsiasi chiusura a pressione.
Alla macchina#


La macchina è una Vigorelli Utilia 426 — non mia, ma che conosco bene. La cucitura è dritta, doppia sui bordi che lavorano. Questo è il terzo modello: i primi due sono stati prototipi, errori utili. Questo è quello che volevo fare dall’inizio.

Il risultato#


Portacartine, porta accendino, cerniera per il tabacco, bottone da moneta romana e un peperoncino napoletano appeso — perché la fortuna non basta mai.
Su misura#
Se vuoi un portatabacco, mi scrivi. Scegliamo insieme dimensioni, tasche e dettagli.